Violet Gibson

Violet Albina Gibson nacque a Dublino il 31 agosto 1876, all’interno dell’aristocrazia anglo‑irlandese: il padre, Edward Gibson, fu Lord Cancelliere d’Irlanda e primo barone di Ashbourne. Educata in ambiente privilegiato, fu presentata come debuttante alla corte vittoriana, ma sviluppò precocemente un percorso personale atipico rispetto al suo contesto sociale, segnato da interessi religiosi e da una progressiva estraniazione dalla cultura britannica dominante.

Sul piano intellettuale e spirituale, Gibson attraversò diverse esperienze: dapprima la teosofia, quindi la conversione al cattolicesimo nel 1902, scelta che accentuò la frattura con l’ambiente familiare protestante. Negli anni successivi frequentò ambienti religiosi e pacifisti europei, aderendo a posizioni antimilitariste e venendo anche segnalata dalle autorità britanniche. Questi percorsi, combinati con lutti familiari e problemi di salute fisica e mentale, contribuirono a una progressiva radicalizzazione personale.

Nel 1925 Gibson si stabilì a Roma, vivendo in ambienti religiosi e osservando da vicino la realtà politica italiana negli anni della stabilizzazione del regime fascista. Il clima politico era segnato da eventi cruciali come l’assassinio di Giacomo Matteotti (1924), che suscitò indignazione internazionale e rafforzò l’opposizione antifascista: elementi che, secondo diverse ricostruzioni, contribuirono alla maturazione della decisione di agire. La natura del suo gesto rimane oggetto di dibattito storiografico. La versione ufficiale del tempo – sostenuta dal regime e da parte delle autorità britanniche – insistette sull’infermità mentale, permettendo di depoliticizzare l’attentato e di evitare tensioni diplomatiche. Tuttavia, studi più recenti e riletture critiche tendono a valorizzare anche possibili motivazioni politiche e antifasciste, collocando Gibson, pur in modo atipico, nel quadro dell’opposizione europea al regime.

Il 7 aprile 1926, a Roma, in Piazza del Campidoglio, Gibson tentò di assassinare Benito Mussolini. Il capo del governo era appena uscito da una conferenza internazionale di chirurgia quando la donna gli sparò a distanza ravvicinata. Il primo colpo colpì Mussolini solo di striscio al naso, probabilmente a causa di un improvviso movimento del capo (secondo alcune versioni, legato al saluto romano o a una reazione alla folla). Gibson tentò immediatamente un secondo colpo, ma l’arma si inceppò. L’attentatrice fu subito sopraffatta dalla folla – che tentò un linciaggio – e salvata dall’intervento della polizia. Mussolini, ferito lievemente, trasformò rapidamente l’episodio in un elemento di propaganda, minimizzando l’accaduto e apparendo pubblicamente poche ore dopo. Gibson non fornì una spiegazione coerente del gesto: in alcune dichiarazioni affermò di aver agito «per glorificare Dio». Il procedimento giudiziario si concluse con il riconoscimento della totale infermità mentale, e nel 1927 la donna fu rimpatriata nel Regno Unito.

Trascorse il resto della vita internata nell’ospedale psichiatrico di St Andrew’s a Northampton, dove morì nel 1956.


Bibliografia
  • “Violet Gibson: The Woman Who Tried to Kill Mussolini” by Patricia M. P. T.
    Questo libro esamina la vita di Violet Gibson, le sue motivazioni e le conseguenze del suo tentativo, attingendo a una varietà di fonti per offrire un resoconto dettagliato della sua vita travagliata e del suo gesto.
  • “The Woman Who Shot Mussolini”, by Frances Stonor Saunders
    Il libro che ha riportato Violet Gibson come figura storica e che ha raccontato la storia della donna che ha cercato di fermare l’ascesa del fascismo e cambiare il corso della storia.
  • “The Assassination of Mussolini” by Cesare De Simone
    Sebbene principalmente incentrato sui nemici di Mussolini, questo libro dedica un capitolo al fallito tentativo di assassinio di Violet Gibson e alla successiva copertura da parte del governo italiano.
  • “The Oxford Handbook of Fascism” edited by R. J. B. Bosworth
    Questo lavoro include un contesto storico più ampio in cui vengono discussi l’ascesa di Mussolini e le tensioni sociali che potrebbero aver contribuito ad atti violenti contro il suo regime, tra cui l’uccisione di Violet Gibson,
Resources